venerdì 7 maggio 2010

Io o il mondo.. uno dei due è al rovescio.

"Da grande farò l'operaia."

Eh già.. perchè a chi mi chiedeva che volevo fare nella vita, io da piccola rispondevo cosi. E non si dica che avevo la testa per aria :)
E proprio non capivo le bambine che volevano fare le ballerine, le cantanti, le attrici... "mica sono lavori quelli"!

Per una bimba di qualche anno ero un po' strana, come mi facevano quotidianamente notare i miei parenti, e devo dire che questa "stranezza" da un lato mi ha allontanato dai miei coetanei, che giustamente giocavano con le bambole e i minipony, mentre il mio migliore amico era il libro che mi portavo sempre dietro.

Ricordo che c'è stato un periodo in cui mi sentivo triste per questo, ma col passare degli anni ho stretto le mie amicizie (poche ma buone) e questa mia "stranezza" da difetto si è trasformata in un qualcosa che mi distingueva dalla massa.

Ora ne ho 27 di anni, c'è che mi dice che sono pochi per conoscere la vita, altri pensano che siano tantissimi (vedi i bimbi che incontro tutti i giorni che mi vedono come un matusalemme),

e mi guardo intorno.

ascolto chi parla vicino a me.

osservo i comportamenti delle ragazzine di 15 16 anni

e le confronto a come ero io alla loro età.

Ne sono passati 10 di anni, e il mondo si è capovolto.

Se prima cercavamo di distinguerci anche solo nell'abbigliamento, ora le ragazze cercano di uniformarsi scegliendo nei negozi gli stessi identici indumenti (che devono essere necessariamente costosissimi e di firma)

Se prima il taglio di capelli e il colore lo dettava il gusto personale, ora hanno tutte il medesimo ciuffo di capelli che ricade sul viso e nasconde tatticamente un occhio (sarà mica un segnale di insicurezza nascondere le proprie espressioni agli altri?)

Se prima si andava al cinema, si usciva per un gelato, o per giocare insieme e sempre accompagnati in auto dai genitori (che quotidianamente brontolavano per i viaggi che erano costretti a fare) ora i ragazzini scorazzano tranquillamente in scooter e te le ritrovi alle 4 del mattino al bar a bere alcolici...

Se prima erano le bambine di 4 anni a immaginarsi ballerine, attrici e cantanti, ora sono le 16enni che lo vogliono diventare, e la tristezza è che questo è l'unico futuro che vedono davanti a se.

Chiacchierando (ok ero curiosa) con una ragazzina le ho chiesto quali erano le

Cose in: bere, tenere una sigaretta in mostra, vestiti alla moda del finto-povero con jeans strappati o vero-ricco con jeans-dolceegabbana-stampato-sul-didietro, ciuffo che nasconde metà viso, trucco perfetto senza sbavature ma smalto rosso smangiucchiato...

cose out: posso riassumerle tranquillamente in un'unica parola: ME.
perchè mentre me le elencava, io ascoltavo attentamente la mia descrizione.

Non sono mai stata cosi fiera di me stessa.

5 commenti:

Jivri'l ha detto...

D'accordo con te.io sono più giovane,di anni ne ho 19...ma mi sono sempre distinta dalla massa,a volte anche soffrendone,ma ora guardando la gente intorno a me mi fa pena...le mie coetanee che si ubriacano fradicie e pensano sia una cosa di cui andare fiere,che ogni santo giorno cambiano partner di sesso, che si fanno trattare da autentiche puttane...oh scusa,forse è una frase già detta,ma dietro l'apparenza c'è il vuoto...mi dispiace per loro,forse io sono strana,forse sembro sfigata,forse sembro piena di contraddizioni...ma almeno io sono soddisfatta della mia vita.

mynameis... ha detto...

Anch'io ero così da bambina,e anche da adolescente sono sempre stata diversa dai miei coetanei.Mentre leggevo quello che hai scritto,mi sembrava che stessi descrivendo me!Non so se ne sono fiera...Una volta lo ero,però...

Inutile dire che anche adesso sono (o misento)tanto diversa...

Folletto del Vento ha detto...

Mi hai messo in crisi, perchè devo ammettere che di tutto questo, a ben vedere, la colpa ...è mia.
Ogni generazione nasce e cresce dagli errori dell'altra.
La mia è cresciuta nella restrittezza economica più totale, tanti valori (forse troppi) ma poca sostanza.
Non potevamo vestirci "firmati", non avevamo "mini car" o scooter variopinti.
Le nostre ferie era la gita fuori porta della domanica.
Le nostre evasioni erano gli incontri nelle "cantine" (adesso avere un box ripostiglio nei sotterranei del palazzo è un lusso, allora ce ne erano in abbondanza e la maggior parte erano allestiti a "mini discoteche") dove suonavamo, parlavamo (spesso di politica perchè faceva "grandi") e ... anche quello!
La nostra evasione era lo "spinello", uno in dieci perchè costavano.
Qiuando poi ci siamo ritrovati grandi, ci siamo resi conto che nel frattempo il mondo era cambiato, boom economico, tutti con un lavoro, tutti con una casa, tutti con una macchina.
Ed abbiamo pensato che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di evitare ai nostri figli le privazioni a cui avevano obbligato noi.
ERRORE, ne è venuta fuori una generazione cresciuta nella bambagia, viziata, vuota, senza grandi valori, che crede che il problema più grande della loro vita sia il comprare la scarpa ginnica nel colore abbinato alla cintura dei jeans ...
Proponi ad un figlio di andare una settimana sul Mar Rosso e ti risponde "cose da antichi, voi andate, io me la cavo da solo" ... io ho visto il mare, e non era "rosso", che ero già grande!
Per fortuna, in tutti i greggi ci sono le pecore nere.
Come voi, anche io, in fondo, lo sono sempre stato e, decisamente, continuo ad esserlo.
Non fatemene una colpa, orami il danno è fatto, ma quando toccherà a voi "modellare" una nuova generazione, provate almeno a rimediare ....
Buona diversità.
Viva la diversità.

monica ha detto...

Jivri'l e mynameis, se vi sentite diverse dal resto dei vostri coetanei cercate di mantenervi cosi, vuol dire che siete persone intelligenti, ma che sanno che hanno tanto da imparare e che essere superficiali non è un pregio :)

Folletto hai raccontato la vita dei miei genitori, che erano privi di comodità ma ricchi di valori, e hanno avuto due figlie. A queste figlie non hanno fatto mancare niente, ma quello che è piu importante sono riusciti a insegnare i loro stessi valori senza mai dover urlare o mettere un dito adosso. Io credo che la tua generazione non abbia semplicemente voluto far mancare niente ai figli, le generazioni dopo la tua hanno peggiorato le cose di molto, perchè oltre a non far mancare niente ai loro figli (li capisco) hanno però eliminato una cosa fondamentale: l'educazione e il rispetto per la vita. Non hanno fatto capire ai giovani che c'è ben più della moda e dei soldi al mondo, che bisogna anche cavarsela da soli e sudare per avere quello che si vuole, perchè cosi quello che si ottiene vale molto di più. La tua generazione la capisco, quelle dopo no.

Jivri'l ha detto...

Già,Folletto ha detto la vita dei miei genitori..invece io sono cresciuta nel lusso,ho sempre avuto quello che desideravo,ma non è quella la felicità;)
E se mi sento diversa,beh ne sono orgogliosa perchè molte volte con questa diversità suscito "ammirazione" nelle persone. E sto bene cosi come sono.
E di valori...beh,ne ho avuto tanti,ma nel mondo di oggi non so più quanto valgano...eppure noi dobbiamo camminare coi nostri piedi e sempre e comunque a testa alta.
Diversi o no.